Corona | Cocambo

Cocambo è un viaggio nel mondo del caffè e del cioccolato e di tutte le prelibatezze dell’arte pasticcera artigianale. Cocambo è il sogno di un bambino che si realizza. Ma è anche delizia ed eccellenza, esperienza e conoscenza, per tutti: quella che vorremmo trametterti.

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Benvenuto nel Tour di Tomè

Ascolta l’audio della nostra mascotte Tomè e lasciati guidare nel percorso dedicato alla lavorazione del caffè. Scorri le immagini per immergerti nel mondo di Tomè e clicca su ogni rappresentazione per scoprire i dettagli del tour dedicato al mondo del cacao.

Tour Tomè – Scena 1 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 2 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 4 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 5 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 6 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 7 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 8 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 9 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 10 | Cocambo
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Tour Tomè – Scena 17 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 18 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 19 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 20 | Cocambo
Tour Tomè – Scena 21 | Cocambo

Un saluto di benvenuto a tutti da parte mia. Sono Tomè il chicco di caffè Cocambo e vi racconterò la mia storia in qualità di rappresentante della mia specie. Sono sicuro che tutti mi conoscete nella mia forma smagliante di chicco tostato, abbronzato e asciutto, ma non sono sempre stato così.Nasco in terre lontane e la mia vita è molto colorata e variegata. Provengo dai Paesi della fascia dell’Equatore, come il Centro e Sud America, l’Africa Tropicale, l’Asia, come il Vietnam o l’India.

Come vedete parlo molte lingue e ho parenti tra diverse specie e varietà. Io sono un chicco di caffè Arabica, ma ho fratelli come il caffè Robusta e tantissimi cugini come Santos, Santo Domingo,Venezuela,Costa Rica che vi presenterò più avanti. Mio fratello, il caffè Robusta, è un po' più cicciottello ed ha un carattere forte e un po' brusco, mentre si sa, io sono snello e prezioso: non tutti siamo perfetti, ma per quanto mi riguarda sono un tipo eccellente e vanitoso.

Così mi piace raccontarmi quando nasco: la mia mamma, la pianta del caffè, è bellissima, piena di fiori bianchi che sbocciano durante tutto l’anno, con foglie di un verde intenso, lucide, sostenute da rami su arbusti che arrivano a 2 o 3 metri. Quando nasco sono avvolto da una bacca rossa che sembra una piccola ciliegia, si chiama drupa:mi fotografano sempre!Mi piace il clima temperato e umido, ma non troppo: l’afa mi fa mancare il respiro. La mia storia inizia di recente.Mi hanno scoperto nell’ 800 dopo Cristo, quando si sono accorti che producevo una bevanda stimolante e defaticante: persinoOmero, il mio amico greco, mi ricorda nell’ Odissea.

Ma sono stati i miei colleghi arabi che nel 1400 hanno dato origine alla mia diffusione dall’altipiano di Kaffain Etiopia, e si sa sono un tipo energico, da quel momento non mi hanno più fermato ed ho invaso il mondo.

Prima sono passato da Venezia, qui vicino, proprio dal Canal Grande, e da qui l’ intera Europa è rimasta affascinata dal mio carattere. Così iniziano a frequentarmi nei caffè letterari, dove la cultura del 700 si mescola al mio intenso aroma.

E poi l’America! Nei Caffè di Boston e New York non si fa altro che parlare di me, anzi tutti mi vogliono bere! Ma non riesco più a starci dietro, mi stanno consumando all’osso... Per cui iniziano a coltivarmi in modo intensivo, così mi portano nei Caraibi e quindi in Centro America: i miei amici portoghesi mi piantano in Brasile dove mi tocca crescere in quantità, e che fatica mettere al mondo tutte quelle piantagioni. E gli spagnoli si approfittano di me trasferendomi in Colombia. Più tardi saranno gli asiatici a mandare in Vietnam mio fratello, il Robusta, più adatto al clima umido, io non me la sono sentita...

Così eccomi qua ai giorni nostri: sono diventato il secondo prodotto al mondo come scambi commerciali: Tomè è dietro solo al petrolio, ma provate voi a berlo il petrolio! E si fa meno fatica a raccogliermi che a trivellare! A proposto di raccolta, già che ci sono vorrei raccontarvi come mi trasformano dalla bacca rossa della nascita, al chicco adulto che conoscete. Mi toccherà parlarvi in inglese: il primo metodo di raccolta si chiama picking, che vuol dire che mi prendono dal ramo chicco per chicco, e questo è il mio modo preferito di salutare la mia mamma pianta. Si addice all’Arabica come me, è un parto dolce e mi conservo integro.

Una volta raccolto, mi lasciano riposare al sole assieme ai miei simili: se siamo fortunati ci bagnano prima, così la polpa della mia buccia si sbriciola e libera il mio chicco. E’ per questo che mi chiamano Tomè il lavato.

Gli altri chicchi meno fortunati sono lasciati al sole senza neanche un sorso d’acqua. E’ovvio che non riescono a mantenersi in forma come me!

Dopo l’essiccazione sono di un bel verde chiaro, liscio e regolare nella forma. Ma si sa, la qualità costa e non tutto il caffè può permetterselo. E’ per questo che molti dei miei parenti sono scartati alle selezioni per la vendita. Solo i tipi come me passano l’esame. I test per la selezione sono rigorosi; vengono scartati i cugini più scarsi: i chicchi neri immaturi, i chicchi ammuffiti, quelli rossi e marrone che sono troppo acidi, i chicchi bianconi dal gusto amaro e i chicchi avvizziti con sapore stantio.

E’ un po' come la visita di leva! Le star come me partecipano poi alla fase di selezione ottica. Un raggio di luce valuta il nostro colore e vengono scartati i cugini pallidi, quelli con macchie anomale o troppo scuri; insomma solo i verdi giusti vengono mandati al confezionamento nei sacchi di juta.

Ma io ce l’ho fatta ed ora partecipo con i miei simili alla corsa per il setaccio. Eh già, mi tocca mostrare i muscoli! I chicchi più grandi sono i migliori. Solo chi ha la dimensione giusta passa alla fase di spedizione verso i paesi finali dove troverà la strada della tostatura. Ma prima di arrivare da voi, nella vostra tazza, c’è ancora un viaggio da affrontare. Di solito mi spediscono dentro un sacco assieme a tanti altri, e veniamo caricati nei container, e ci mettono nelle stive delle navi. Un viaggio lungo e non sempre è una crociera di lusso!

Lo sapete che la compravendita di caffè è gestita dalle grandi Borse di New York e Londra? Sono i traders di borsa che decidono il mio destino. E il mio prezzo. Tipi tosti come me sono contesi a suon di “future”, cioè si scommette su quanto valgono in futuro. E chi mi reputa migliore della massa mi compra caro ancora quando sono sulla mamma pianta…roba da matti! Lo dicevo io che siamo in mano al destino ancor prima di nascere!

Pazienza, intanto sono qua per raccontarvi come si fa una bella miscela! Proprio così, dopo tutta la fatica di tenerci separati per origine, dimensione e qualità, adesso ci mescolano. Mi gira un po' la testa! Ma si sa ognuno ha i suoi gusti e solo mescolando le varie partite di caffè si può ottenere un prodotto costante e con le caratteristiche volute dal consumatore. Perché alla fine io conto solo se il caffè in tazza piace!

Di solito mi mescolano con altro Arabica, è un’occasione per incontrare i miei parenti dispersi un po' in tutto il mondo. Si preferisce evitare di mescolarmi con i fratelli Robusta, complica le cose in fase di tostatura: siamo tipi troppo diversi e qualcuno resta indietro nella cottura un po' come nelle grigliate miste!

Per fare la miscela ci studiano a fondo, cosa credete che sia semplice valutarci? Fanno un sacco di prove tostando piccoli campioni e facendo dei veri e propri caffè in tazza: gli assaggiatori sono tipi snob, non si accontentano mai, ognuno ha le sue preferenze, un po' come Master Chef! E non basta! Alla fine chi decide è il cliente finale che ci acquista, secondo il suo gusto! E’ davvero massacrante, non ti senti mai all’altezza!

Per riuscire a costruire una buona miscela ecco allora che arrivano i miei cugini, ve l’ho detto che ve li presentavo. Non tutti eh, se no non basta un giorno: Bourbon Santos, dal Brasile, si presenta con un aroma gradevole, sapore delicato ottimo per le miscele, gli piace mescolarsi alle folle. Santo Domingo, si vanta sempre di avere un gusto rotondo e persistente. Venezuela: ha un carattere poco acido, un tipo delicato, lo si incontra di rado. Costa Rica: un tipo energico, molto corposo, ricco, tipico temperamento latino. India: vari cugini, tutti molto delicati, di casta nobile. Vietnam: Robusta naturali, molto corposi, qualche volta anche troppo, si fa fatica a mescolarsi. Comunque è fatta, hanno deciso chi partecipa alla miscela: ora partirò per il viaggio finale. La prima tappa mi vede partire dal sacco o dal silo di raccolta: assieme agli altri cugini ci buttiamo tutti nel miscelatore, come lo scivolo del parco giochi e da qui nei sacchi per poi essere spediti alla torrefazione.

Ma non è finita! Quando arriviamo ci controllano ancora una volta e fanno le prove per vedere come tostarci: è un’emozione vedere tutti i nostri chicchi passare dal color verde del sacco al tipico colore del caffè tostato: finalmente ci abbronziamo! Come sempre c’è chi reagisce diversamente: c’è il tipo che si scurisce subito, l’altro che rischia di scottarsi, chi prende una tinta più ambrata, chi diventa scuro scuro: dipende da quanto ci espongono al trattamento, dalla nostra robustezza, un po' come quando si prende la tintarella distesi sul lettino!

I popoli nordici ci vogliono più chiari, i popoli mediterranei e sud americani più scuri. C’è chi ci vuole solo Arabica e chi assieme ai Robusta, le combinazioni sono infinite e i risultati possono essere molto diversi. Dalla Rolls Royce alla 500: ovviamente io sono una Ferrari! E’ un vizio di famiglia, sono Tomé un’Arabica.

Ecco, adesso sapete tutto di me, o quasi. Resta sempre qualche segreto in chi mi ha scelto, in chi mi cura in ogni aspetto, in chi mi trasforma in un buon espresso: la sapienza e la cura della produzione artigianale: per conoscermi di più non vi resta che bermi! E’ stato un vero piacere incontrarvi: Tomè vi aspetta nel Cocambo Shop, mi vedrete più avanti nel Cocambo Farm e mi potrete gustare nel Cocambo Resort!